catering a domicilio

Come aprire un catering a domicilio

Hai sempre avuto una vera e propria passione per la cucina e vorresti trasformarla in un lavoro? Un’opzione da prendere in considerazione, se non te la senti di aprire un ristorante oppure un bar, è quella del catering. Un’attività che oggigiorno scelgono sempre più persone come strada, e che può regalarti molte soddisfazioni soprattutto se riuscirai a circondarti di una clientela disposta a tornare da nel corso di più eventi.

Una cosa da sapere, innanzitutto, è che l’attività di catering si è molto diversificata nel tempo, lasciando spazio anche a professioni avanguardistiche e di recente sviluppo come quella del personal chef. Ne avrai già sentito parlare, magari in relazione a vip che scelgono di avere a casa un vero e proprio chef disposto a preparare loro leccornie e manicaretti di ogni tipo. Oggigiorno molte persone decidono di provare quest’esperienza per una ricorrenza particolare, come un compleanno o un anniversario. In questo caso il tuo compito sarà di fare la spesa, cucinare direttamente a casa del cliente portando con te l’occorrente in termini di attrezzatura e pentole, e poi servire direttamente i piatti presentandoli brevemente.

L’attività più classica, invece, e che col passare degli anni ha mantenuto costanti i livelli di business, è la classica forma di catering. I clienti concorderanno con te un menu che gli verrà fornito a domicilio direttamente pronto al consumo, e a seconda della tipologia di evento e della richiesta del cliente potrà essere integrato con un servizio di sala.

Infine, un altro settore nato recentemente è quello della microimpresa alimentare domestica: realizzerai direttamente a casa tua dei piatti che potrai poi vendere direttamente. Insieme a Cucina a Cultura, che offre un servizio di catering a domicilio nella città di Roma, abbiamo visto alcuni aspetti da considerare in modo attento.

Catering a domicilio: da dove cominciare

La prima cosa da valutare è l’investimento iniziale occorrente, di circa 40.000 euro, e che comprende i macchinari, l’eventuale messa a norma della cucina in cui svolgerai il tuo lavoro, gli adempimenti burocratici e una pianificazione di marketing per promuovere la tua attività. Indicativamente, potrebbe essere sufficiente anche un locale di circa 50 mq, oppure puoi valutare se affiliarti a qualche attività per l’utilizzo della cucina e poi dedicarti alla consegna delle pietanze.

Il primo passo da fare è l’apertura della partita IVA e l’iscrizione al Registro delle imprese, che comporta l’apertura delle relative posizioni INPS e INAIL. Dovrai poi mettere a norma gli ambienti di lavoro e richiedere l’autorizzazione sanitaria all’ASL di competenza. Infine, sarà necessario dare comunicazione all’Agenzia delle Dogane che comincerai a vendere bevande alcoliche.

Come promuovere la tua attività?

Un primo step indispensabile per farti conoscere sarà sicuramente l’apertura di un sito web in cui racconterai la tua storia, la tua eventuale specialità culinaria (per esempio se sei appassionato di pasticceria oppure se ti piace realizzare stuzzichini e cicchetti), e dove metterai a disposizione dei clienti i tuoi contatti. Se non hai confidenza con codici html e con l’informatica in generale, affidati a un’agenzia grafica oppure a qualcuno che possa darti una mano.

Crea poi le pagine social della tua attività e arricchiscile con contenuti visivi. Se ad esempio realizzi un servizio in una location particolare, ricordati di postare una foto dell’evento e dei piatti che hai realizzato. Vedrai che con l’impegno i clienti non tarderanno ad arrivare.

Per altre idee sulla promozione della tua attività di catering puoi consultare questo articolo, molto urile per chi si sta avviando il proprio catering a domicilio e non solo.